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 venerdì, 03 settembre 2010

Sicilia
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15 mila in piazza contro la Gelmini
Palermo: studenti, ricercatori e personale tecnico insieme in corteo per esprimere la contrarietà alla legge 133 che "mira a stravolgere il sistema degli atenei e il suo carattere pubblico". Il rettore Silvestri, che sostiene la protesta, ha autorizzato la sospensione delle attività. Occupazione anche nella facoltà di scienze politiche a Catania


PALERMO - Erano 15 mila, secondo gli organizzatori, gli studenti che oggi sono scesi in piazza a Palermo per protestare contro la legge 133 del ministro per la Pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini; al loro fianco anche ricercatori e personale amministrativo dell'Università.

Domani sarà il turno dei docenti che, insieme agli studenti, a conclusione delle assemblee in programma in tutte le facoltà, raggiungeranno la sede della Prefettura per un sit-in.

Dopo l'assemblea di venerdì scorso con quattromila persone radunate davanti la facoltà di Architettura, oggi gli studenti universitari sono usciti dalla cittadella di viale delle Scienze per manifestare davanti alla città il loro dissenso alla riforma Gelmini.

Partiti dalla facoltà di Lettere e Filosofia dove da giorni è in atto l'assemblea permanente, i manifestanti in corteo hanno sfilato per le strade portando in spalla una bara nera di cartone a simboleggiare il funerale dell'università fino al Rettorato, dove era in corso un convegno al quale avrebbe dovuto partecipare anche il ministro, alla fine assente per impegni istituzionali a Ginevra.

Proprio l'annunciata presenza del ministro ha richiamato migliaia di studenti a partecipare alla manifestazione, scandita dai cori contro "la riforma Gelmini-Tremonti" e il governo Berlusconi.

Gli universitari hanno incassato il sostegno del rettore, Giuseppe Silvestri (in carica fino a fine mese, poi gli subentrerà l'ex assessore regionale alla Sanità Roberto Lagalla), che ha accolto buona parte delle proposte presentate da una delegazione ricevuta in una sala del palazzo, mentre davanti ai cancelli dello Steri era in corso il presidio.

Con una lettera ai presidi di tutte le facoltà, Silvestri ha autorizzato per domattina la sospensione dell'attività didattica per consentire agli studenti e ai docenti di partecipare alle assemblee; ha deciso anche di oscurare il sito web dell'Ateneo, dove, sempre domani, comparirà una nota dello stesso rettore che spiegherà la sua posizione rispetto alla riforma. Agli studenti però Silvestri ha chiesto di non bloccare le lezioni, uno dei punti all'ordine del giorno delle assemblee di domani, che sfoceranno nella manifestazione in Prefettura.

"Ci sarò anch'io per rappresentare al prefetto il disagio che stiamo vivendo", ha assicurato il rettore, che su sollecitazione di alcuni studenti, è sceso tra i manifestanti per spiegare, con il megafono, la sua contrarietà "alla trasformazione delle Università pubbliche in fondazioni, al taglio dei finanziamenti che mettono a rischio i bilanci del 2009 e del 2010 e alla riduzione del 20% del turnover che impedirà ai giovani di subentrare a quanti andranno in pensione".

La manifestazione si è svolta in un clima tranquillo; qualche momento di tensione c'è stato quando i manifestanti in testa al corteo hanno cercato di forzare il cordone di polizia e carabinieri posizionato davanti al cancello del rettorato per entrare nel piazzale dell'edificio.

Gli agenti in tenuta antisommossa hanno respinto gli studenti, alcuni dei quali sono stati colpiti con i manganelli. La tensione si è subito allentata quando ha preso la parola il rettore, che ha negato per motivi di sicurezza agli studenti di entrare nel piazzale dello Steri per un occupazione simbolica.

Catania. Nel frattempo, gli studenti di Scienze politiche dell'Università di Catania hanno occupato l'aula magna della facoltà, rimanendovi in assemblea permanente, per "protestare contro la legge Gelmini, contro i tagli di oltre un miliardo e mezzo di euro previsti a danno degli ateneì".

I promotori dell'iniziativa annunciano che "la mobilitazione è l'inizio di un percorso di lotta che da domani coinvolgerà altre facoltà dell'Università di Catania".

20/10/2008



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